Non so se mi crederete. Passiamo metà della vita a deridere ciò in cui altri credono, e l’altra metà a credere in ciò che altri deridono.
Camminavo una notte in riva al mare di Brigantes, dove le case sembrano navi affondate, immerse nella nebbia e nei vapori marini, e il vento dà ai rami degli oleandri lente movenze di alga.
Non so dire se cercassi qualcosa, o se fossi inseguito: ricordo che erano tempi difficili ma io ero, per qualche strada ragione, felice.
emilybaudelaire
Stavi leggendo Byron. Hai sottolineato i passi che sembrano concordare meglio col tuo carattere. Trovo segnate tutte le frasi che alludono a una natura sardonica, ma appassionata; l’impetuosità di una falena che si avventa contro il vetro. Mentre con la matita sottolineavi hai pensato: “Anch’io mi tolgo il mantello così. Anch’io schiocco le dita in faccia al destino”. Ma Byron non faceva il tè come te, che riempi così tanto la teiera che quando ci metti sopra il tappo, il tè trabocca. C’è una pozza marrone sul tavolo - il tè si versa tra le carte e tra i libri. Ora la asciughi, goffamente, col fazzoletto. Poi ti rimetti il fazzoletto in tasca - no, così non sei più Byron, ora sei tu. Sei così tu, che se ti penserò tra vent’anni, quando saremo entrambi famosi, malati di gotta e insopportabili, sarà per questa scena; e se sarai morto, piangerò. Una volta eri un giovane alla Tolstoj, ora sei un giovane alla Byron. Forse sarai un giovane alla Meredith, andrai a Parigi per Pasqua e tornerai indossando una cravatta nera come un qualunque francese odioso di cui nessuno ha mai sentito parlare. Allora ti lascerò perdere.
Virginia Woolf, Le onde  (via emilybaudelaire)